“Lo psicologo negli studi medici? Se ne discuta con i sindacati”
Antonio Giovanni De Maria Vice Segretario Vicario Fimmg Lecce

A ognuno il suo, l’ACN della Medicina Generale si regola con i medici di medicina generale e con chi li rappresenta e non con qualche portaborse di un ex sottosegretario. La rappresentanza contrattuale è difesa dalla Costituzione, e senza risorse nessuno si sogni che le nostre diventino le sue. Psicologi negli studi dei medici di base. Lo prevede un emendamento al Dl Calabria, ma secondo i medici la legge non sarebbe “automatica”. La norma cambia un articolo della legge di programmazione per i contratti delle cure primarie. Ma dalla norma non deriva alcun effetto tranne quelli che provengono dal contratto stesso, che però deve essere firmato dalle rappresentanze sindacali della medicina di base.
La Fimmg, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, ha espresso perplessità, e chiede piuttosto che la figura del medico di base sia affiancata da figure che si occupano di riabilitazione e infermieri, anche per far fronte a una popolazione che invecchia e in cui aumentano le malattie croniche. Questo il quadro delineato da Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, sull’emendamento previsto nel Dl Calabria che legittima la presenza dello psicologo nelle cure primarie.
“C’è qualcuno che parla di massimali, di valorizzazioni per l’inserimento dello psicologo nello studio del medico di base – spiega Scotti -; che costituiscano un sindacato di medicina generale e vadano a mettere la firma al posto mio al contratto”.
“Sono basito – aggiunge – dalle dichiarazioni a mezzo stampa, perché mi risulta che la norma faccia riferimento alla legge di programmazione per l’accordo collettivo nazionale dei medici di famiglia, ambito di responsabilità da una parte delle Regioni dall’altra parte delle rappresentanze sindacali della medicina generale”.
Per di più, aggiunge Scotti “non riesco a comprendere come si trasformi la presenza che potrà essere valutata caso per caso dello psicologo come una dotazione strutturale dello studio del medico di famiglia, anche perché si sta dimenticando che lo psicologo è già previsto nella contrattualità convenzionata, pertanto quella norma può anche semplicemente significare che all’interno dell’attuale organizzazione della sanità si crei una relazione contrattuale tra la parte di medicina di famiglia e l’offerta distrettuale degli psicologi”.